Guardare La Commedia


Ho conosciuto Livia ai giardinetti. Lola è una bonacciona: non spaventa i ragazzini, li attira. Anche Livia si è avvicinata una mattina poco prima delle dieci, incuriosita, forse. Lola infatti, scodinzolando e col muso alto e attento alla palla che potevo lanciarle, lanciava a sua volta,  riflessi color ambra.
Una mattina dopo l'altra, un cenno di saluto col capo, uno con la mano, un ciao dopo l'altro e Livia mi ha raccontato qualcosa di importante. Che ha una sorella che si chiama Vittoria che ha finito la prima media . Che lei invece l'anno prossimo andrà in quarta elementare e che balla l'hip hop. Adesso però sono quasi terminate anche le lezioni alla scuola di ballo. Papà e mamma lavorano e loro stanno con nonna Franca. E nonna Franca, l'ho conosciuta al parco, è fortissima. Sono contenta di conoscere le persone del quartiere, è bello incontrarle e salutarle. Nonna Franca l'ho incontrata una volta al Todis e una volta in chiesa. Tutt' e due le volte mi ha chiesto dove avessi lasciato Lola: è una setter irlandese serena  e lesta insieme e si fa notare. Ierisera, alle otto passate, tornavo dalla passeggiata con Lola, passando davanti al Bar Memi, ho incontrato Franca con Vittoria e Livia. "Stasera cenano tutti a casa mia, anche mia figlia e mio genero, abbiamo preso un po' di gelato" "Grande Franca! che cosa hai preparato?" le ho chiesto e prendendo anche con la mano sinistra il guinzaglio ho  trattenuto un po' indietro Lola. Così discorrendo di pietanze estive siamo arrivate fino alla piazzetta ma non ci siamo addentrate ai giardini. Ho finalmente capito dove abita nonna Franca. A sinistra, la strada per il Todis comincia a nominarsi via Aldo Moro. Non lo sapevo, sono nuova del quartiere. Franca abita al quarto piano di un palazzo dietro al capolinea il 789. Un edificio degli anni sessanta con le fioriere di cemento sui balconi e con la facciata rivestita di laterizi color ruggine . 
" Da piccola - e questo è la confidenza più  importante che  mi ha confidato Livia- vedevo quel cartello col teschio e non capivo cosa c'entrasse nonna con i pirati." Risate.
" Al tramonto, poi, vedi? Sembra una casa tutta fatta d'oro". Fermandosi al traliccio proprio davanti al cartello di pericolo di morte e con le due mani a visiera poggiate sulla fronte sorridendo al sole poi a me poi di nuovo al sole.
 Giulia Giannarelli, La casa d'oro del pirata Franca.


Non ho competenze in critica letteraria, non mi oriento nella critica dantesca. Vedo. Vedo cose in forma di parola e vedo parole che danno forma ad una composizione che vuol generare più di una visione. Da storica dell'arte vedo quindi composizioni che chiedono ragione di come stanno collocate in tutto quel corpo che chiamiamo Divina Commedia. Da qui mi domando e domando.
Alcune sono suggestioni, altre proiezioni di situazioni che vedo soltanto io.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia.

"Vedere cose" da storica dell'arte significa, ad esempio,  accorgersi che nel discorso di Francesca nel V Inferno trova spazio un sillogismo. 



Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.

 

che il canto XI del Paradiso dedicato a San Francesco si apre on un'invettiva  contro i falsi sillogismi.

O insensata cura de’ mortali,
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter l’ali!

Qui nasce una domanda he chiede ragione. Una ragione che cercherò con gli strumenti visivi che sono miei. Vedo una Francesca che espone un sillogismo, registro che il Canto di San Francesco si apre con un'invettiva ai falsi sillogismi.

 

 



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