La goccia per codesto vaso

 A dodici ci contavo. E' stato dopo che in classe, affrontando un'Antologia di brani dalla Divina Commedia, la professoressa di Italiano ci illustrò il verso

Amor c'ha nullo amato amar perdona

Mi aggrappai con ogni immaginazione e speranza a questo assioma fino alla gita di istruzione a Roma di tutte le sezioni della nostra scuola. G. F. di terza B, non mi poteva non riamarmi. Doveva ricambiare il mio amore per lui. Nel ritorno da Roma fu la volta che mi accorsi che anche i sommi poeti sbagliano.

Come il giocatore sconfitto che si allena per nuove partite sono andata avanti. Ma su quelle terzine di Dante e del Quinto ci son tornata mille volte fino a che non ne ho sentito la spiegazione di Aldo Cazzullo su La 7. Era davvero così? Davvero è stato baciarsi che ha fatto perdere l'anima a Francesca e Paolo? Detta così è davvero troppo scontata tutta la faccenda e on ci credo.Dante non puo' averlo voluto scrivere con questo significato.

Certo rimane da capire come mai all'Inferno dopo Minosse che ci terrorizza e prima di Ciacco che ci schifa troviamo Francesca che ci suggerisce tenerezza e compassione. E questa non è una domanda scontata. Almeno per me da due anni almeno non lo è più. Sono diventata vecchia per capire certe cose? Puo' darsissimo. La mia amica Federica è un mito e infatti mi ha chiarito una cosa preziosa. Dice la Fede che da giovani le tentazione più difficile da combattere, quella che si prsenta più spesso almeno è la tentazione carnale. A sbagliare in quello. Differentemente adesso a cinquantanni la tentazione più grande è la disperazione sorda, il quotidiano cinismo del già visto, già saputo, il truce rassegnarsi. Noi quella con la Grazia di Dio più o meno affrontiamo. Vogliamo aiutarci in questo tentativo.

Una però cosa è certa: nessun quattordicenne riccio, moro, ala sinistra, ripetente di terza B è stato maltrattato per la costruzione di questo Blog.






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