Per altre vie


 Il personaggio di Francesca parla raccontando alcune cose, altre le lascia intendere e moltissime immaginare. 

Sto ragionando del personaggio di Francesca come l'ha inventato il genio di Dante per comprendere un po' come e dove è collocato e in che modo si relaziona ad altri. 

Francesca racconta una tragedia a suo dire inevitabile. 
Un Amore obbligante che stringe a se' che avvia un percorso che culmina in una morte violenta e e un'ineluttabile condanna. 
Il verso 90 identifica i due protagonisti non come amanti quanto più come vittime di quell'Amore,


noi che tignemmo il mondo di sanguigno 

è forte questo sanguigno
Forte quanto il sanguinando.   del v.99 del V del Purgatorio.

Bonconte da Montefeltro che queste parole riferisce, per descrivere la sua morte. Così noi lettori riusciamo ad immaginarlo sanguinante  e pressoché alla fine

Vittima, insanguina il piano, cioè tinge di sangue il mondo, esattamente come sappiamo da Francesca. Così simili le circostanze ma la storia di Bonconte è un'altra. Sorprendentemente lieta, al punto da strappare un sorriso. Un diavolo non riesce a portarsene via l'anima e ne distrugge il corpo dal livore. Un diavolo grottesco e perdente.

Jacopo del Cassero e Pia de' Tolomei, gli altri personaggi del V Purgatorio che parlano con Dante svelano altri particolari di quella che fu la loro vita e della loro morte inaspettatamente abbracciata dalla Misericordia. Sono tutti aspetti che illuminano le vicende che hanno trascinato Paolo e Francesca all'Inferno, svelando quel luogo di disperazione come un'alternativa tragicamente anche se misteriosamente scelta e voluta e preferita piuttosto che una sordida condanna a cui il loro reciproco innamorarsi li destinava.

Di piu': nel Quinto Canto del Purgatorio, un coro d'anime potrebbe considerarsi lettalmente il Coro della Tragedia rappresentata all' Inferno da Francesca è Paolo


Noi fummo tutti già per forza morti,

e peccatori infino a l’ultima ora;

quivi lume del ciel ne fece accorti,



sì che, pentendo e perdonando, fora

di vita uscimmo a Dio pacificati,

che del disio di sé veder  n'accora

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