Impertinenze






 Ecco due Illustrazioni dell'Inferno di di Gustave Dorè. si riferiscono al II e al V Canto Le ho cercate nel Web e le ho affiancate. Ho scelto due illustrazioni su volumi d'epoca impaginate con proporzioni simili con bordo e didascalia. Ho provato a mettere a confronto due riproduzioni delle xilografie con impaginazioni simili per riuscire a leggere la distanza che l'occhio dell'artista cerca rispettivamente da Beatrice e da Francesca.

Nella scelta compositiva di Dore' Beatrice che si fa incontro a Virgilio in soccorso a Dante è una figuretta graziosa ma che cede spazio  di protagonismo alla selva. Differentemente Francesca è' evidentemente l'elemento principale della composizione che ce la racconta.









Propongo di rileggere il Secondo e il Quinto dell'Inferno della Divina Commedia  avendo presente queste due scelte compositive del genio di Dore' domandandoci se la distanza da Beatrice e la vicinanza a Francesca sono restituite in questo modo dai versi di Dante Alighieri.

Personalmente tale differenza non mi risulta. E cercando di distogliermi dalle iconiche rappresentazioni di Dore' vedo di poter considerare l'intervento di Beatrice nel II equivalente a quello di Francesca nel V.

Strane cose appaiono:





Signori, la Fra potrebbe ben star li a scimmiottare Bea. Proprio si.



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