Non come Emma ma come Agostino.
Sto rileggendo questo capolavoro che mi emoziona sempre.
Non credo però che Dante Alighieri abbia pensato il personaggio di Francesca volendo fornire al lettore della sua Commedia le "coordinate" che appartengono al personaggio di Emma. Questo sarebbe semplicemente anacronistico considerando la mentalità di Dante, uomo del Trecento. Uomo e genio, dico.
Pour parle vi butto qui:
7 Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti, abissi,
vento di bufera che esegue la sua parola,
alberi da frutto e voi tutti, cedri,
rettili e uccelli alati.
Sono alcuni versi tratti dal Salmo 148. Abbiamo un Discorso di Sant'Agostino che riguarda questo salmo e ne espone gli insegnamenti.
Merita di essere letto. Io mi ci sono soffermata per l'intuizione che se riuscissi ad entrare in questa mentalità più facilmente leggerei tutto il complesso di una Cattedrale sorta avendo in Agostino un padre in quella cultura che brevemente designo come medievale.
E' una cultura in cui la visione cattolica pian piano tende a lambire tutti gli emergenti dello scibile umano.
Mostri marini, abissi, tutto il creato è a lode di Dio.
Non come Emma Bovary Francesca sta li nel Quinto Canto dell'Inferno.
Con più ragioni di un' affascinante e tragica eroina romantica il personaggio
di Francesca potrebbe star li a mostrare la necessità di tutto il resto.
E davvero si, a lanciare una sfida ardua come ritrovare il Graal.
Mi potreste obiettare che Francesca non assomiglia ad un mostro
dimenticando l'etimologia che in quei secoli ancora questo termine
conserva.
E' mostro tutto cio' che genera stupore mostrandosi, costituisce un segno,
un'ammonizione e si collocavano ai confini del mondo conosciuto.
Analogamente grifi, serpenti, leoni e chimetre troviamo spesso
immediatamente all'esterno delle cattedrali
a rappresentare immaginativamente l'uomo che non ha conosciuto o ha
rifiutalo la salvezza portata da Cristo.

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